Temperature di due gradi sopra la media, – 15% di piogge ed estate di sei mesi. È il quadro preoccupante che emerge dal primo Rapporto sui dati climatici e sulle risorse idriche dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Aubac), presentato il 1° luglio 2025 alla Camera dei deputati.
I dati, relativi al 2024, sono stati illustrati dal segretario generale Marco Casini: «E purtroppo – ha annunciato – il 2025 è esattamente in linea con l’anno precedente. Siamo al secondo anno più caldo mai registrato: maggio è stato un po’ più fresco, ma giugno riporterà la situazione in alto».

Mauro Rotelli (Commissione Ambiente Camera Deputati) : “L’acqua non è più infinita”
Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente della Camera dei deputati, ha introdotto la presentazione: «Questo rapporto è uno strumento fondamentale per i decisori politici. L’acqua non è solo una risorsa preziosa, ma va gestita in modo consapevole. È essenziale sapere dove si disperde e dove si può conservare per fare scelte legislative e di spesa pubblica efficaci».
Temperatura sopra la media
Nel distretto, che comprende sette regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Toscana e Umbria), le temperature medie sono state più alte di circa 2°C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Un dato significativo, considerando che quel trentennio era già sopra le medie storiche.

Piogge in calo, siccità crescente, ‘sparita’ la neve
Nel 2024 si è registrato un calo medio delle precipitazioni del 15% sul distretto. Roma è risultata la città con la media più bassa degli ultimi cinque anni. «A gennaio, aprile e maggio 2024 le piogge sono state praticamente assenti, mentre a febbraio e marzo abbiamo avuto eventi molto intensi ma concentrati, poco utili per la ricarica delle falde», ha spiegato Casini.
Il mese peggiore è stato novembre 2024, con un drammatico -70,5% di precipitazioni rispetto alla media. Anche la neve è stata quasi assente: -83% rispetto ai valori usuali, con un contributo idrico nivale in calo del 70%.
A cosa serve
Il Rapporto 2024, il primo della sua serie, presenta in modo organizzato le elaborazioni dei dati climatici e idrologici del distretto relativi all’anno 2024 con l’obiettivo di metterle a disposizione di cittadini e imprese, comunità scientifiche, gestori del servizio idrico integrato, consorzi di bonifica, amministratori centrali e locali, associazioni di categoria al fine di offrire il massimo supporto alle rispettive attività di pianificazione, programmazione, manutenzione.
Un territorio vasto e sotto pressione
Il distretto dell’Appennino centrale è il terzo per estensione in Italia. Comprende:
- 900 comuni
- Circa 9 milioni di abitanti
- 22 province, tra cui 15 capoluoghi di provincia e 4 capoluoghi di regione, compresa Roma
- 17 consorzi di bonifica che coprono l’80% del territorio
- 18 Ato e sub-Ato
- 29 enti gestori del servizio idrico integrato
- 48 bacini idrografici principali e oltre 370 corsi d’acqua secondari
- 39 laghi, inclusi alcuni dei più importanti laghi vulcanici d’Europa
- 700 km di coste
Nel 2024 si sono verificati 111 eventi estremi. Il numero di roghi è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente, con oltre 400 incendi, concentrati soprattutto nel Lazio meridionale e in provincia di Latina.

Emergenza Trasimeno e azioni in campo
I fiumi e i laghi del distretto registrano livelli in progressivo abbassamento. Il lago Trasimeno ha perso oltre un metro d’acqua dal 2020, un dato critico per un bacino profondo solo sei metri. Per far fronte alla situazione, è stato siglato un accordo con la Regione Toscana per il trasferimento di 10 milioni di metri cubi d’acqua dall’invaso di Montedoglio. Si lavora anche a un intervento di dragaggio finanziato dal MASE.
L’estate si allunga fino ad ottobre
«L’estate si è allungata: ormai inizia ad aprile e finisce a ottobre», ha sottolineato Casini. I mesi più caldi del 2024 sono stati febbraio, luglio e agosto. A Roma si sono registrati 163 giorni estivi e 53 giornate torride. Le gelate sono praticamente scomparse in quasi tutto il distretto, fatta eccezione per alcune aree più remote.
Cosa ci aspetta
«Anche per l’estate 2025 ci aspettiamo situazioni difficili per tutti gli utilizzatori d’acqua: agricoltura, cittadini, industria», ha detto Casini. Tra le azioni da mettere in campo, ha indicato:
- Investimenti in reti idriche, connessioni e invasi
- Agricoltura 4.0 e tecniche irrigue più efficienti
- Riuso delle acque reflue, desalinizzazione e ricarica delle falde
Laura D’Aprile, capo del Dipartimento per lo sviluppo sostenibile del MASE, ha dichiarato che molte proposte dell’Aubac sono «perfettamente coerenti con la nuova Strategia europea di resilienza idrica». Tra i provvedimenti citati, anche il rafforzamento degli osservatori permanenti e un DPR in fase di elaborazione sul riuso delle acque reflue.
Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, ha ricordato che nel 2026 l’Italia ospiterà il primo Forum euromediterraneo dell’acqua. È intervenuta anche Anna Maria Barrile (Utilitalia), che ha sottolineato l’importanza di poter agire adesso con dati affidabili alla mano come quelli del rapporto Aubac.
Per approfondire: AUBAC presenta alla Camera dei Deputati il Rapporto Dati climatici e risorse idriche 2024
