Si è aperta a Roma Biogas Italy 2026, la due giorni promossa dal Consorzio italiano biogas (Cib) e intitolata “Terra motrice”. Un appuntamento che riunisce imprese agricole, industria e istituzioni e che quest’anno coincide con i vent’anni dalla nascita del consorzio.
A dare il via ai lavori è stato il presidente del Cib, Pietro Gattoni, che ha ripercorso le origini del consorzio, nato nel 2006 a Milano su iniziativa di sette imprenditori agricoli che avevano investito nei primi impianti di biogas in Italia. Un’esperienza pionieristica, maturata anche attraverso il confronto con altri Paesi europei, che ha portato alla costruzione di una filiera oggi riconosciuta come eccellenza del Made in Italy.
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“Un percorso lungo e per certi versi straordinario”, lo ha definito Gattoni, sottolineando come il biogas abbia trasformato profondamente le imprese agricole, generando investimenti e innovazione. Centrale, in questo processo, è stato l’utilizzo della digestione anaerobica, “una tecnologia antica riletta in chiave moderna”, capace di cambiare il ruolo dell’agricoltura nel dibattito ambientale.
Secondo il presidente del Cib, il biogas agricolo rappresenta infatti molto più di una fonte energetica: “Produrre biogas significa sostenere la transizione circolare delle pratiche agricole, intensificare in modo sostenibile la produzione, tornare alla fertilizzazione organica attraverso il digestato e rendere le aziende più competitive”. Un modello che ha contribuito a ribaltare una certa narrazione sull’agricoltura, da causa dei problemi ambientali a parte integrante della soluzione.

Gattoni ha poi rivendicato la capacità del settore di tenere insieme mondi diversi: tradizione e innovazione, agricoltura e industria, piccole aziende e grandi player, ecologia ed economia. “Abbiamo fatto delle diversità un punto di forza”, ha sottolineato, evidenziando come il biogas rappresenti oggi un punto di incontro tra transizione ecologica e sicurezza energetica.
Nel suo intervento non è mancato un riferimento al contesto normativo ed energetico, con un passaggio sul cosiddetto decreto bollette e sul dialogo con le istituzioni. Il presidente del Cib ha evidenziato il ruolo propositivo del consorzio nel contribuire al dibattito, con l’auspicio che le misure possano essere ulteriormente migliorate nel percorso parlamentare.
Ampio spazio è stato dedicato anche allo scenario internazionale. “Assistiamo a crisi in cui le risorse energetiche vengono utilizzate come arma”, ha osservato Gattoni, ribadendo che energia, acqua e cibo sono elementi fondamentali per costruire stabilità e pace. In questo contesto, il settore del biogas e del biometano è chiamato a rafforzare il proprio contributo alla sicurezza del Paese.
I lavori della due giorni affronteranno temi chiave come il ruolo del biometano negli obiettivi europei, la finanza per le rinnovabili, le sfide del RepowerEU e la geopolitica delle biomasse. Al centro anche il rapporto tra produzione agricola ed energetica, con l’obiettivo di valorizzare la sinergia tra food ed energy.
Tra gli obiettivi dell’evento, ha spiegato Gattoni, c’è anche quello di arrivare a “un patto sociale” per una programmazione stabile e duratura dello sviluppo del settore. Un passaggio ritenuto necessario per consolidare il ruolo del biogas agricolo come leva di decarbonizzazione e sviluppo territoriale.
In chiusura, il presidente del CIB ha rilanciato il messaggio centrale dell’edizione 2026: “La terra è il vero motore della transizione ecologica”. Un concetto che sintetizza il percorso di questi vent’anni e che guarda al futuro, in cui l’agricoltura viene definita sempre più come “generativa di beni comuni” e fattore di coesione economica e sociale.
