In Italia cresce la spinta dal basso verso la transizione energetica. Lo dicono i numeri presentati nel corso della quinta Conferenza nazionale delle comunità energetiche, organizzata da Ifec (Italian forum of energy communities). L’evento si è svolto il 15 novembre, a ridosso di una scadenza importante: il termine per la presentazione delle domande per i contributi a fondo perduto della misura Pnrr (40% della spesa per la realizzazione degli impianti, a cui si aggiunge la tariffa incentivante). Ebbene, secondo i dati illustrati dal Ministero dell’Ambiente e dal Gse, sono oltre 2.400 le configurazioni accolte.
“Gli obiettivi ambientali ed energetici della misura Cer del Pnrr sono stati pienamente raggiunti. Già oggi sono più di 2.400 le configurazioni in Italia, una crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti”, ha scritto il ministro Gilberto Pichetto Fratin. Numeri confermati anche da Paolo Arrigoni.
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin: “L’Italia ha pienamente raggiunto gli obiettivi Pnrr della misura Cer”
“Delle 2.400 configurazioni – ha spiegato il presidente del Gse – il 62% sono comunità energetiche rinnovabili, il 22% autoconsumatori individuali a distanza, il 14% gruppi di autoconsumo collettivo. Una parte residuale, meno del 2%, riguarda le altre quattro configurazioni previste dal Tiad (Testo integrato per l’autoconsumo diffuso), ma non disciplinate dal decreto ministeriale 414, il cosiddetto decreto Cacer. Le 2.400 configurazioni coinvolgono tra 24.000 e 25.000 membri: il 60-62% sono persone fisiche, il 20% piccole e medie imprese, il 12% Comuni. Sottolineo inoltre la presenza di 120 enti religiosi“.

Sul fronte specifico delle Cer per le quali è necessario costituire un soggetto giuridico – più dell’80% delle configurazioni fanno capo ad associazioni (riconosciute o non riconosciute), il 12% a una cooperativa, mentre una percentuale minore, pari al 3%, riguarda fondazioni di partecipazione.
Con riferimento alle richieste di contributo sulla linea di investimento del Pnrr, alla data del 24 novembre ammontano a 844,6 milioni di euro richiesti, per una potenza oggetto degli interventi prossima ai 2 gigawatt. Numeri che afferiscono a circa 34.000 domande.
La mappa delle Cer in Italia e le tecnologie più diffuse
Ancora Arrigoni: “Il percorso delle Cer è in forte evoluzione e progressione. Si stanno diffondendo in tutte le regioni italiane, in prevalenza nel Nord Italia. Ma registriamo anche una Sicilia molto virtuosa. Stanno coinvolgendo altre tecnologie oltre al fotovoltaico, che è la tecnologia trainante nella transizione energetica. Arriveremo, in generale, a fine 2025 ad avere due milioni e novantamila impianti fotovoltaici. Gran parte delle configurazioni di autoconsumo sono abbinate a un impianto fotovoltaico, ma da qualche mese registriamo anche altre tecnologie: su tutte l’idroelettrico, ma anche eolico, biogas e biomasse, con impianti di dimensione inferiore al megawatt. E ci sono anche comunità energetiche che hanno dimensione nazionale, costituite da più configurazioni afferenti a diverse cabine primarie.”
Arrigoni: “Le Cer sono uno dei pilastri della transizione energetica Italia”

“Le comunità energetiche rinnovabili sono uno dei pilastri più inclusivi e dinamici della transizione energetica in Italia”, ha aggiunto Arrigoni. “Le Cer evolveranno grazie all’innovazione digitale e tecnologica e grazie a strumenti finanziari che saranno sicuramente più mirati rispetto a quelli di cui disponiamo oggi”.
“Fin dal primo momento il governo ha creduto in questo strumento così innovativo e di indiscutibile portata ambientale e sociale: diffonde le rinnovabili e unisce i cittadini, rendendoli protagonisti di scelte che possono restituire loro anche vantaggi economici”, ha spiegato nel suo messaggio il ministro Fratin. “Anche nei giorni scorsi, incontrando colleghi ministri alla Cop30, mi sono state richieste informazioni sul nostro percorso delle Cer per proporlo in altre realtà nazionali.”
“Nuove possibilità di finanziamento dopo il Pnrr”
Il ministro non nasconde che ci siano state difficoltà: “Come tutte le novità, anche le Cer hanno avuto bisogno di un periodo di rodaggio.” E rassicura sul futuro: “Per il futuro intendiamo continuare a valorizzare le comunità energetiche quale strumento innovativo e irrinunciabile per la transizione energetica del Paese, anche con ulteriori risorse. Confidiamo di poterlo fare anche oltre gli obiettivi e le risorse del Pnrr, con le nuove possibilità di finanziamento che si potranno presentare.”
