“In questo contesto di profonda trasformazione dei porti sottolineiamo quanto sia importante il decollo della filiera industriale nazionale dell’eolico offshore. La creazione di hub intermodali moderni e connessi è la precondizione necessaria per supportare la logistica complessa legata ai componenti eolici di grandi dimensioni e per garantire un’efficiente rete di mobilità integrata (marittima, ferroviaria e stradale). Dobbiamo costruire i nostri cantieri per le rinnovabili dal mare come già hanno realizzato i francesi con due scali già pronti per costruire galleggianti e assemblare i grandi aerogenatori”.
Lo ha dichiarato il presidente di Aero, Associazione delle energie rinnovabili offshore, Fulvio Mamone Capria, intervenuto al terzo incontro del ciclo “Dialoghi sulla rigenerazione urbana”, nel panel “Il porto come laboratorio di innovazione e rigenerazione. Strategie di trasformazione e rigenerazione”, organizzato da Pilat&Partners presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati.
Nuovo appello dell’associazione Aero per lo sviluppo di una filiera industriale dell’eolico offshore
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto cruciale sul ruolo degli Smart Port, oggi non più semplici luoghi di transito merci, ma veri e propri ecosistemi urbani e logistici intelligenti. Attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate, l’intelligenza artificiale e sistemi di automazione, i porti del futuro mirano a coniugare efficienza operativa, sostenibilità ambientale e una profonda integrazione con il tessuto sociale e territoriale.
I porti di Taranto e Augusta ancora in attesa dei fondi dal ministero dell’Ambiente
A margine dell’evento, il presidente di Aero ha sottolineato la necessità di fare squadra tra autorità di Sistema portuale, comunità locali, sindacati e imprese per concretizzare i numerosi progetti già presentati e dare risposte occupazionali concrete, a partire dal Mezzogiorno. “Chiediamo al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica di accelerare il trasferimento dei fondi dedicati a Taranto e ad Augusta per la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie ai cantieri per l’eolico offshore. L’obiettivo è riconquistare quel ruolo centrale che l’Italia merita di avere come hub tecnologico dell’energia pulita nel Mediterraneo. In un contesto geopolitico complesso come quello attuale, dobbiamo riflettere su quanto sia strategico rendere il nostro Paese energeticamente indipendente e resiliente attraverso lo sviluppo concreto delle rinnovabili offshore”, ha concluso Mamone Capria.
