Il Congresso nazionale dell’associazione Medici per l’ambiente (Isde-Italia) 2024 a Sansepolcro ha messo il cambiamento climatico e la salute pubblica sotto i riflettori. L’evento si è svolto dal 18 al 20 ottobre. Tema: “Chi pagherà per l’aumento di malattie e mortalità dovuto al cambiamento climatico e ai sistemi sanitari in crisi? La politica deve ascoltare la scienza per proteggere la salute pubblica”.
Cambiamento climatico e salute pubblica: l’urgenza di una risposta politica immediata
Ha introdotto i lavori il dottor Roberto Romizi, presidente di Isde Italia. “La finestra temporale per intervenire sul cambiamento climatico si sta rapidamente chiudendo, e ogni ritardo può provocare ulteriori perdite in termini di vite umane e danni immani. La politica non può più ignorare queste realtà”.
Il congresso nei due giorni di lavoro ha visto una partecipazione numerosa ed attenta di scienziati, politici, professori universitari, professionisti del settore sanitario. Tra questi, medici, biologi, chimici, veterinari, ricercatori, studenti di medicina e rappresentati di associazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, per l’ambiente e per la pace.
Le principali sezioni tematiche sono state sette ed hanno affrontato argomenti di discussione e confronto di grande rilevanza, legati alla crisi climatica, ambientale, sanitaria, alla perdita della biodiversità, all’inquinamento atmosferico-chimico e alle ripercussioni sulla salute.
Una sessione è stata dedicata alla necessità urgente di una formazione in ambito anche, proprio sulla stretta connessione tra ambiente, salute umana e salute animale in una ottica One Health e Planetary Health.
Le sentenze del Consiglio di Stato: un passo decisivo per la protezione del lago di Vico
La dottoressa Antonella Litta, referente nazionale per la tematica acque, ha presentato una relazione sul ruolo e l’impegno, ormai quasi ventennale, di Isde-Viterbo nel contrasto al degrado dell’ecosistema del lago di Vico e per la tutela della salute dei residenti nei due comuni circumlacuali di Ronciglione e Caprarola.
Litta ha ricapitolato i punti salienti e le cause della compromissione delle acque del lago (Sito d’importanza comunitaria e Zona di protezione speciale inserito all’interno della Riserva Naturale regionale lago di Vico).
Due sentenze del Consiglio di Stato (12 ottobre 2023 e 30 aprile 2024) hanno riconosciuto lo stato di degrado dell’ecosistema obbligando la Regione Lazio ad attivarsi per garantire la tutela della risorsa idrica lacustre e di conseguenza anche la salute delle popolazioni dei comuni di Ronciglione e Caprarola, che da questo lago captano la maggior parte delle acque distribuite negli acquedotti comunali.
“I due pronunciamenti del Consiglio di Stato – spiegano da Isde-Viterbo – rappresentano una sorta di certificato inappellabile e incontestabile del degrado del lago e delle cause che lo hanno generato”. “Le due sentenze hanno anche una valenza ‘rivoluzionaria’ per l’Italia e potranno avere anche importanti ripercussioni per future azioni legali in difesa della biodiversità in tutta Europa”.
