Cambia il quadro delle bonifiche dei siti orfani nel Lazio. I costi degli interventi di Graffignano, Arpino e Ventotene sono aumentati dopo che le attività sul campo hanno fatto emergere rifiuti in più rispetto alle previsioni iniziali.
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A Graffignano, nel Viterbese, durante gli scavi sono state stimate altre 8.868,19 tonnellate di rifiuti pericolosi, che si aggiungono alle circa 20mila tonnellate già individuate in precedenza. Il finanziamento passa così da 13 a 14,5 milioni di euro, con un incremento di 1,5 milioni.
Bonifica siti orfani nel Lazio: trovati più rifiuti a Graffignano, Arpino e Ventotene. Fondi Pnrr rimodulati
Ad Arpino, in provincia di Frosinone, il fabbisogno cresce da 7 a 12,75 milioni di euro. L’aumento è legato alle criticità emerse durante le indagini ambientali, tra cui il rinvenimento di un ingente quantitativo di rifiuti contenenti amianto e la necessità di gestire e conferire rifiuti, anche pericolosi, in impianti specifici.
A Ventotene, infine, l’intervento sul lotto B dell’ex inceneritore passa dai 4 milioni iniziali a circa 7,24 milioni di euro. In questo caso a far crescere i costi sono stati il rinvenimento di amianto, l’aumento dei volumi da gestire e i maggiori oneri logistici.

Bonifica siti orfani nel Lazio, stralciato l’intervento ad Aprilia
Per coprire i maggiori fabbisogni, il piano è stato rimodulato. Un passaggio centrale riguarda Aprilia, dove erano stati inizialmente destinati 14 milioni di euro alla bonifica del sito di Santa Apollonia. L’intervento è stato però stralciato perché le tempistiche proposte non erano compatibili con le scadenze perentorie del Pnrr.
Una parte delle risorse liberate è stata quindi riallocata: 5,75 milioni di euro precedentemente impegnati per Aprilia sono stati trasferiti ad Arpino, consentendo di portare il finanziamento del sito da 7 a 12,75 milioni.
Per Graffignano e Ventotene, invece, la Regione aveva chiesto rispettivamente 1,5 milioni e 3,238 milioni di euro aggiuntivi per far fronte alle nuove criticità emerse. Gli incrementi sono stati successivamente recepiti dal ministero dell’Ambiente con l’aggiornamento del Piano d’azione del 3 luglio 2026, che ha ridefinito il riparto delle risorse tra gli interventi laziali.
