Blackout Spagna, interviene Gis, il Gruppo di aziende italiane che si occupa di monitorare e supervisionare lo sviluppo e la costruzione di impianti fotovoltaici. Infatti, dopo il blackout Spagna del lunedì 28 aprile che ha interessato ampie aree di Spagna, Portogallo e Francia, diversi media hanno ipotizzato un legame con le energie rinnovabili. A finire sotto accusa sono stati due impianti che si sarebbero disconnessi dalla rete pochi secondi prima dell’interruzione.
“A parte l’impossibilità tecnica di mandare in default il sistema elettrico di una nazione semplicemente ‘spegnendo’ due impianti, come associazione del settore ci teniamo a puntualizzare che tutte le reti sono dotate di ‘sistemi di difesa’ che intervengono in casi simili senza creare disagi se non alla rete locale e per un tempo limitato”.
Blackout Spagna, perché in Italia non sarebbe possibile
Secondo Gis, un blackout simile, non sarebbe possibile in Italia, grazie a un sistema elettrico più moderno e regole di connessione più rigide.
“In Italia una situazione del genere non sarebbe possibile poiché gli impianti da fonte rinnovabile sono connessi alla rete secondo regole e criteri ben precisi che impediscono criticità in caso di guasto. La Spagna ha un parco rinnovabili molto più datato di quello italiano e con regole di connessione che all’inizio non erano così restrittive come lo sono oggi”.
L’associazione ricorda come Terna, il gestore della rete elettrica nazionale italiana, abbia più volte aggiornato il Codice di rete, imponendo nuovi standard di sicurezza.
“Terna ha più volte aggiornato il codice di rete implementandolo con l’obbligo di funzioni e dispositivi di controllo a carico del produttore, che sono stati pensati proprio per evitare situazioni potenzialmente critiche ed impatti sulla stabilità della rete elettrica nazionale”.
Cosa è successo in Spagna : la spiegazione del Gis sul blackout
La causa del non è da cercare nelle rinnovabili. Per il Gis, è plausibile che in Spagna i sistemi di sicurezza non abbiano funzionato correttamente. Ma resta improbabile che due soli impianti possano aver causato un blackout Spagna su larga scala.
“È possibile per il caso spagnolo che una serie di sistemi di sicurezza che sì sarebbero dovuti attivare non abbiano funzionato correttamente. Certamente, è improbabile che l’interruzione di due impianti di produzione da fonte rinnovabile possa mettere in crisi l’intero sistema elettrico spagnolo. Inoltre la messa in sicurezza delle centrali nucleari ha fatto sì che molta energia sia servita a questo scopo, ritardando il ripristino della rete”.
