Sbarca in Italia una nuova tecnologia capace di captare e trasformare il gas prodotto dalle discariche in energia rinnovabile. I primi due impianti di Waga Energy, azienda francese leader mondiale nel recupero del biogas, sorgeranno in Toscana, a Terranuova Bracciolini (Arezzo) e Scapigliato (Livorno), dove i lavori inizieranno nel 2026. Insieme produrranno oltre 120 GWh di biometano all’anno, pari al fabbisogno di circa 13 mila famiglie italiane, evitando più di 21 mila tonnellate di CO₂ generate dalla naturale decomposizione dei rifiuti organici. Secondo l’azienda, dalle principali discariche italiane si potrebbero ricavare fino a 1,5 terawattora di energia verde ogni anno: un potenziale enorme ancora in gran parte inesplorato. Il progetto è stato presentato ieri alla Camera dei Deputati.
Il biometano come energia rinnovabile
A illustrare il quadro generale è stato l’ingegnere Lorenzo Serra, esperto ambientale ed energetico di Waga Energy Italia. «Il biometano è un gas identico al metano fossile, ma di origine rinnovabile», ha spiegato. «Viene prodotto attraverso la purificazione del biogas, generato dalla degradazione della frazione organica dei rifiuti. Nel caso delle discariche controllate, questa trasformazione avviene in modo graduale, nell’arco di 10-15 anni, offrendo quindi un potenziale energetico costante e duraturo».
Secondo Serra, in Italia le discariche rappresentano una risorsa ancora sottoutilizzata. «Nel 2024 erano 112 le discariche attive, che hanno smaltito 4,6 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 18% del totale nazionale. Solo dalle 30 maggiori discariche potremmo ottenere fino a 1,5 terawattora di energia all’anno, circa l’1% del fabbisogno nazionale. È un patrimonio che non possiamo ignorare».
La tecnologia sviluppata da Waga Energy consente di catturare il biogas e di trasformarlo in biometano pronto per l’immissione nella rete del gas. In questo modo si ottengono due vantaggi: la produzione di energia rinnovabile e la riduzione delle emissioni climalteranti, compresi i cattivi odori che spesso interessano le aree circostanti le discariche. «Sfruttando questa energia residua — ha aggiunto Serra — riduciamo anche il rischio ambientale e miglioriamo la gestione dei siti, accelerando la mineralizzazione dei rifiuti e rendendo le discariche più sicure».

Un gas “a chilometro zero”
In conferenza stampa è stato sottolineato come il biometano da discarica rappresenti un vero “gas a chilometro zero”: viene prodotto localmente a partire da rifiuti già presenti sul territorio e immesso nella stessa rete utilizzata per il gas fossile, senza necessità di nuove infrastrutture. Un modello virtuoso che riduce la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e rafforza l’indipendenza energetica del Paese.
Un ulteriore beneficio è la riduzione delle emissioni diffuse che causano odori e fastidi per le comunità locali. La tecnologia di Waga Energy, infatti, permette una maggiore capacità di captazione del gas, diminuendo le emissioni in atmosfera e migliorando la qualità dell’aria nelle aree circostanti.
Toscana, la nuova vita della discarica di Terranuova Bracciolini
La Toscana si conferma regione pioniera nel campo della gestione sostenibile dei rifiuti e della produzione energetica da fonti alternative. I due progetti Waga Energy si inseriscono in un contesto già avanzato di economia circolare, come dimostra l’esperienza di CSAI Spa a Terranuova Bracciolini.
«Siamo stati i primi partner italiani di Waga Energy — ha spiegato Marco Buzzichelli, amministratore delegato di CSAI Spa —. La nostra discarica è chiusa da due anni, ma continua a produrre gas: un vero e proprio reattore biochimico sotto terra. Con Waga abbiamo trasformato un problema ambientale in una risorsa, dando nuova vita a un sito che per decenni ha accolto rifiuti urbani».
Il polo di Terranuova sarà collegato alla rete Snam, distante appena 500 metri, e immetterà 29 GWh di biometano ogni anno, equivalenti al consumo di 3.400 famiglie, evitando 5.900 tonnellate di CO₂. «Abbiamo scelto di puntare su una partnership industriale piuttosto che su un impianto gestito in proprio — ha proseguito Buzzichelli —, liberando risorse che ci hanno permesso di sviluppare altri progetti di economia circolare: un impianto per l’estrazione di metalli preziosi dai rifiuti elettronici, un noccioleto biologico di 40 ettari e un parco fotovoltaico da 3 MW. Tutto nasce dal riutilizzo virtuoso di un’area di discarica».

Scapigliato: un modello pubblico-privato
A Rosignano Marittimo, nella discarica controllata gestita da Scapigliato Srl, la collaborazione con Waga Energy seguirà un percorso analogo. «Il nostro impianto gestisce oltre 300.000 tonnellate l’anno di rifiuti speciali non pericolosi — ha spiegato l’ingegnere Matteo Giovannetti, responsabile dell’area impianti —. Con la WAGABOX potremo convertire circa 2.000 metri cubi di biogas all’ora in biometano di alta qualità, con un rendimento complessivo vicino al 90%, più del doppio rispetto alla semplice produzione elettrica».

L’impianto di Scapigliato entrerà in funzione nel 2027 e produrrà 92 GWh di biometano all’anno, sufficienti a coprire il fabbisogno energetico di 9.400 famiglie. Il risparmio stimato è di 15.500 tonnellate di CO₂ ogni anno, pari a circa 400.000 tonnellate in dieci anni. «Per noi si tratta di un investimento a costo zero — ha sottolineato Giovannetti —. Tutta la parte progettuale, realizzativa e gestionale è a carico di Waga Energy. Questo ci consente di destinare le nostre risorse ad altri progetti di economia circolare, migliorando al contempo la sostenibilità complessiva del polo impiantistico».
Waga guarda anche oltre la Toscana
Dopo la Toscana, Waga Energy punta a espandere la propria presenza in tutta Italia, dove secondo le stime dell’azienda oltre 130 discariche potrebbero essere convertite a questo modello produttivo. «Ci sono grandi opportunità da Nord a Sud — ha detto Baldini —: regioni con una lunga tradizione nella gestione dei rifiuti e territori che oggi vogliono migliorare le proprie performance ambientali. Laddove ci sarà disponibilità e collaborazione da parte degli interlocutori locali, noi saremo pronti a esserci».
L’obiettivo è arrivare a 5-10 impianti operativi entro il 2030, per una produzione complessiva di 1,5 terawattora all’anno di energia rinnovabile, equivalente al consumo di centinaia di migliaia di famiglie. «Ogni progetto che realizziamo — ha aggiunto Baldini — è una piccola centrale di decarbonizzazione, che trasforma un luogo di emissioni in una fonte di energia pulita, rafforzando l’indipendenza energetica del Paese e creando valore economico e occupazionale».


Biometano e transizione energetica

Durante la conferenza, l’onorevole Marco Simiani, membro della Commissione Ambiente, ha ricordato l’importanza di superare i pregiudizi ideologici che accompagnano spesso il tema delle discariche. «Non possiamo pensare che con un colpo di bacchetta magica le discariche spariranno — ha affermato —. Farle diventare parte della soluzione, e non del problema, è la sfida che dobbiamo affrontare. La tecnologia di Waga Energy lo dimostra: riduce le emissioni, valorizza il biogas e produce energia pulita».

Waga Energy, forte del successo dei suoi primi progetti italiani, mira così a rendere le discariche protagoniste della transizione energetica: luoghi dove il ciclo dei rifiuti si chiude davvero, generando valore, riducendo le emissioni e restituendo energia ai territori. Un modello che parte dalla Toscana, ma guarda all’intero Paese, come esempio concreto di economia circolare e innovazione sostenibile.
