Bilancio rinnovabili, secondo Legambiente e Kyoto Club per l’Italia il 2025 è stato “un anno dal segno meno”. Al XVIII Forum QualEnergia le due associazioni segnalano un calo del 27% degli impianti installati nei primi dieci mesi dell’anno e una riduzione della nuova potenza del 10,6% rispetto al 2024. Anche la produzione rallenta, fermandosi a 98.712 GWh, con un -2,5% dovuto soprattutto alla flessione dell’idroelettrico (-22,8%).
Secondo gli organizzatori, la frenata rompe una tendenza positiva durata due anni, durante i quali la produzione da fonti pulite era cresciuta del 13,6% nel 2023 e del 23,9% nel 2024. Nel 2025 l’unico segnale incoraggiante riguarda il fotovoltaico, che pur registrando una riduzione del numero di impianti e della potenza installata, mostra un aumento della produzione del 24,3%, indice di impianti mediamente più grandi ed efficienti.
Bilancio rinnovabili: -27% di impianti installati. Le regioni più in ritardo
Il ritardo più significativo riguarda gli obiettivi al 2030 del decreto Aree Idonee. I dati dell’Osservatorio: tra il 2021 e ottobre 2025 in Italia sono stati installati 23.099 MW su un totale di 80.001 previsti entro il decennio. “L’Italia ha raggiunto appena il 28,9% del target”, rilevano Legambiente e Kyoto Club. Dodici regioni restano sotto tale soglia: Valle d’Aosta e Molise non arrivano al 15%, mentre Calabria, Umbria, Sardegna, Toscana e Sicilia non superano il 20%. Il Lazio è l’unica regione nettamente in anticipo, con il 54,5% del proprio obiettivo già conseguito.
In difficoltà anche le Comunità energetiche rinnovabili. A fronte dei 5 GW di potenza incentivabile entro il 2027, negli ultimi cinque anni sono stati attivati 115 MW per un totale di 1.127 configurazioni. Secondo le associazioni pesano “burocrazia, ostacoli fiscali, ritardi nelle autorizzazioni, dinieghi da parte del distributore di zona” e, più di recente, “i tagli del Governo al Pnrr”, con le risorse per le Cer ridotte da 2,2 miliardi a 795,5 milioni. Un esempio dei rallentamenti è il bando regionale della Sicilia “andato completamente deserto”.
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Allarme per le Cer dopo il taglio ai contributi Pnrr
“Per abbassare le bollette, aiutare famiglie e imprese e contrastare la crisi climatica – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – l’Italia deve investire con coraggio sulle rinnovabili”. Ciafani richiama il peso di “burocrazia, iter farraginosi, sindromi Nimby e Nimto”, che frenano nuovi impianti e infrastrutture. “È fondamentale investire sulle rinnovabili, a partire dai grandi impianti”, aggiunge, chiedendo “politiche coraggiose” e norme che non penalizzino i progetti.
Sulle Comunità energetiche interviene anche Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club: “Si dice che si vogliono fare le Cer e poi si taglia bruscamente la dotazione economica”. Ferrante ricorda che alla scadenza del 30 novembre “le richieste superavano 1,4 miliardi” a fronte di fondi ridotti a “poco più di 700 milioni”, e definisce “inadeguato, se non dannoso” il nuovo decreto sulle Aree Idonee.
Nel documento diffuso al Forum, Legambiente e Kyoto Club avanzano una serie di proposte che vanno dal rispetto dei tempi autorizzativi al rafforzamento degli uffici che seguono il PNRR, dal repowering al prezzo zonale, fino alla semplificazione delle configurazioni CER e alla richiesta che siano rese pienamente accessibili ai cittadini.
