“In Italia abbiamo superato 78 mila punti di ricarica ad accesso pubblico” e la rete autostradale ha ormai “una copertura oltre il 50 per cento delle aree di servizio con infrastrutture ad alta potenza”. È uno dei dati anticipati da Motus-E durante il convegno “Barriere economiche alla diffusione dell’auto elettrica”, organizzato il 21 maggio a Roma da Ecco e dal portale Vaielettrico nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile promosso da Asvis. A presentare i numeri è stato Stefano Roberto, responsabile relazioni istituzionali dell’associazione, spiegando che si tratta di una anticipazione dell’ultimo censimento trimestrale che uscirà nei prossimi giorni.
Secondo Motus-E, circa 70 mila punti risultano attivi, mentre una quota delle infrastrutture installate è ancora in attesa di completare l’allaccio alla rete elettrica. Un aspetto che continua a pesare sul pieno utilizzo della rete, ma che non ferma la crescita del settore. “Oltre 2 miliardi di euro di soldi privati sono stati investiti da diversi operatori dal 2018 a oggi”, ha ricordato Roberto, evidenziando il ruolo centrale degli investimenti privati nello sviluppo della ricarica pubblica in Italia.
Auto elettrica, cresce anche la copertura autostradale: colonnine presenti in oltre il 50 per cento delle aree di servizio
L’intervento di Motus-E si è concentrato soprattutto sulle difficoltà che continuano a frenare il mercato italiano dell’auto elettrica. “Il tema della stabilità e della programmazione è un tema chiave che noi in Italia abbiamo pagato in questi ultimi anni”, ha spiegato Roberto, criticando la continua modifica degli strumenti di incentivo e la difficoltà per aziende e operatori di pianificare investimenti nel medio periodo.
Secondo l’associazione, una delle criticità è stata anche la distribuzione delle risorse pubbliche. “Il 70 per cento dei fondi utilizzati è stato speso per incentivare veicoli anche con motore puramente termico o ibridi”. Una scelta che, nel ragionamento di Motus-E, avrebbe limitato la crescita delle immatricolazioni a zero emissioni rispetto ad altri mercati europei.
Stefano Roberto (Motus-E): “Necessario agire sulla leva fiscale per far crescere parco circolante delle auto elettriche”
Nel corso dell’intervento Roberto ha poi utilizzato una metafora per descrivere la situazione italiana della mobilità elettrica: “I pozzi per abbeverare i cavalli ci sono”. Il riferimento è a una rete di ricarica ormai diffusa sul territorio nazionale. “Bisogna fare in modo che i cavalli crescano”, ha aggiunto, spiegando che la sfida adesso è aumentare il numero di auto elettriche in circolazione, sostenendo il mercato con strumenti fiscali e politiche più stabili.
Per Motus-E, infatti, “la fiscalità è la leva sulla quale intervenire”. L’associazione chiede misure strutturali capaci di accompagnare la decarbonizzazione delle flotte aziendali e ridurre il peso dei costi energetici. Tra le proposte rilanciate durante il convegno c’è anche una revisione delle tariffe per la ricarica ad alta potenza. “Gli oneri generali di sistema e componenti fisse hanno un peso oltre il 60 per cento sul costo generale che pagano gli operatori”, con ricadute sui prezzi finali della ricarica e sui tempi di ritorno degli investimenti.
L’associazione ha quindi chiesto di estendere anche alla media tensione la tariffa dedicata btve già prevista per la bassa tensione, tema discusso nelle scorse settimane anche con il nuovo collegio di Arera. Una misura che, nelle intenzioni di Motus-E, dovrebbe contribuire a ridurre i costi della ricarica pubblica e sostenere la diffusione della mobilità elettrica nel mercato italiano.
