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    Home » Appennino centrale, più strumenti ai Comuni contro frane, alluvioni, siccità
    Climate Change

    Appennino centrale, più strumenti ai Comuni contro frane, alluvioni, siccità

    RedazioneDi Redazione15 Giugno 2026Nessun commento2 Min lettura
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    Frana (Nick.mon, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)
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    Anci e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per rafforzare il supporto ai Comuni nella pianificazione territoriale, nella gestione del rischio idrogeologico e idraulico, nella tutela delle risorse idriche e nella transizione digitale. La firma è avvenuta il 12 giugno a Roma in Campidoglio, nell’ambito del consiglio tematico “Comuni italiani – Pianeta acqua”.

    Il protocollo coinvolge i 901 Comuni del distretto idrografico dell’Appennino centrale. Prevede: la diffusione e l’utilizzo del digital twin di distretto (il sistema digitale georeferenziato sviluppato dall’Autorità di bacino per il monitoraggio del territorio e il supporto alle decisioni); la realizzazione di attività formative rivolte ad amministratori e tecnici comunali; la predisposizione di linee guida, vademecum e strumenti operativi condivisi; il rafforzamento dell’interoperabilità dei dati territoriali e ambientali; il sostegno all’accesso dei Comuni a opportunità di finanziamento nazionali ed europee.

    Siglato un protocollo d’intesa tra Anci e l’Autorità di bacino guidata da Marco Casini

    “Mettere l’innovazione a disposizione dei tecnici comunali significa garantire decisioni più rapide e basate su dati scientifici, coniugando lo sviluppo economico con la sicurezza e la sostenibilità ambientale”, ha dichiarato il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

    “I Comuni sono il primo presidio del territorio: sostenerli con strumenti, dati, procedure e formazione significa rendere più efficace la prevenzione e più sicure le comunità”, ha sottolineato il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Marco Casini.

    Particolare rilievo assume inoltre il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali nell’aggiornamento delle mappe di pericolosità e di rischio. “Di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, i Comuni devono poter contare su strumenti concreti per pianificare, prevenire i rischi e rafforzare la resilienza dei territori”, ha affermato il coordinatore nazionale della conferenza Anci dei presidenti dei consigli comunali e presidente del Consiglio comunale di Palermo, Giulio Tantillo.

    Il protocollo avrà durata fino al 31 dicembre 2028 e prevede l’istituzione di un comitato di coordinamento Anci-Aubac.

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