Un appalto nuovo per rifare le strade di Roma, ma senza quella “vera” economia circolare che oggi non è più uno slogan, bensì una regola precisa. È questo, in sintesi, il senso della segnalazione presentata da Anpar – l’Associazione nazionale produttori di aggregati riciclati aderente ad Assoambiente – all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sulla maxi gara di Roma Capitale per la manutenzione stradale: 720 milioni di euro, suddivisi in 15 lotti e attualmente in fase di aggiudicazione.
Non si tratta più, come si sarebbe detto qualche anno fa, semplicemente di “un’occasione persa”. Oggi – ricorda l’associazione – le norme sull’economia circolare esistono, sono chiare e obbligatorie negli appalti pubblici. Ed è anche per questo che il caso assumerebbe un valore particolare: riguarda la Capitale e uno degli interventi pubblici più rilevanti degli ultimi anni.
Roma, Anpar segnala all’Autorità il bando strade: sei criticità
Secondo Anpar, l’appalto di Roma Capitale non sarebbe conforme alle più recenti norme ambientali e non rispetterebbe i Criteri ambientali minimi (Cam) Infrastrutture. Nel bando “si privilegia l’uso di materie prime vergini, non si prevede l’impiego di aggregati riciclati e vengono richiamate persino norme non più vigenti”.
Nella segnalazione inviata all’Autorità, Anpar indica sei criticità. I Cam sarebbero citati solo nella parte amministrativa, non in quella tecnica. Sarebbe richiesta l’iscrizione a un repertorio di riciclaggio chiuso da dieci anni. Alcune prescrizioni su temperature di posa e impianti non sarebbero coerenti con i Cam. Mancherebbero i parametri contro le isole di calore. Per le fondazioni sarebbero previsti solo aggregati naturali. Infine, verrebbero richiamate norme tecniche superate.

Barberi: “In Italia ottime performance di riciclo, ma poi nella pratica…”
Per l’associazione, il tema non è solo formale. “L’economia circolare si attua pienamente quando e solo se le materie prime ottenute dalle raccolte differenziate e dal successivo riciclo vengono impiegate concretamente per sostituire materie prime vergini”, dice il presidente Paolo Barberi. “Questa vicenda è esemplificativa di ciò che spesso avviene nel nostro Paese, con ottime performance di riciclo realizzate dalle imprese che poi vengono disattese nella pratica. Stupisce che a un anno dall’entrata in vigore delle norme sui criteri ambientali minimi non se ne preveda concreta applicazione in un appalto così rilevante e strategico per la capitale d’Italia e questo contenga anzi riferimenti a norme non più vigenti”.
Ora la valutazione passa all’Anac, che dovrà esaminare la segnalazione e verificare la correttezza della procedura. Come riferito da Anpr, l’appalto al momento si trova in fase di aggiudicazione.
