Più che una semplice assemblea di categoria, quella organizzata da Arteil 24 marzo all’Hotel Parco dei Principi di Roma ha rimesso al centro il funzionamento del sistema energia, tra prezzi, mercato e distribuzione dei rischi lungo la filiera.
La quarta assemblea nazionale dell’Associazione dei reseller e trader si è svolta con una sala gremita, oltre 200 operatori arrivati da tutta Italia e un programma che ha alternato interventi tecnici, confronto politico e momenti più informali. Il titolo scelto – “Le rotte dell’energia: nel mare della transizione navigare è un’arte” – ha fatto da filo conduttore della giornata.

A Roma assemblea nazionale di Arte sulla transizione: 200 aziende da tutta Italia
Ad aprire i lavori è stato il presidente Marco Poggi D’Angelo, che ha ricordato la nascita dell’associazione durante la pandemia per rappresentare la piccola e media impresa del settore energetico. Oggi Arte conta circa 200 soci, oltre 12 miliardi di fatturato aggregato e circa 5 milioni di contatori serviti. Ha quindi rivolto una richiesta alle istituzioni: “Abbiamo bisogno di essere ascoltati”.
Subito dopo è intervenuto il portavoce Diego Pellegrino, che ha aperto con una riflessione sull’identità dell’associazione. Arte, infatti, non è solo un acronimo, ma diventa anche un modo per definire il lavoro di chi opera nel settore, fatto di competenza, tecnica e mestiere. “Fare qualcosa a regola d’arte significa farla bene, con competenza, precisione e passione”, ha spiegato. È anche così che gli associati si definiscono tra loro: “artisti dell’energia”.

Caro energia, in Italia prezzi fino a 140 euro al MWh: tra i più alti in Europa
Dopodiché Pellegrino è andato dritto al tema dei prezzi dell’energia. Il quadro europeo mostra un’Italia stabilmente più cara, con valori medi superiori a quelli di Spagna, Francia e Germania, fino a superare in alcune fasi i 140 euro al megawattora.
“Ma è socialmente sostenibile oggi questo percorso di transizione, con un’Europa – e in particolare un’Italia – che ha tra i prezzi dell’energia più alti?”, ha chiesto. “Il costo per le famiglie e le imprese, soprattutto in Italia, incomincia a essere veramente faticoso”.
Il punto, ha chiarito Pellegrino, non è mettere in discussione la transizione: “Noi siamo per la transizione e la facciamo”. A sostegno di questa posizione, ha ricordato il ruolo attivo delle imprese associate nell’efficienza energetica, nella produzione da fonti rinnovabili (fotovoltaico) e nello sviluppo delle comunità energetiche. “In sala abbiamo già circa un centinaio di comunità energetiche realizzate”, ha sottolineato, evidenziando come il contributo del settore sia già concreto.
Transizione, il costo delle rinnovabili. “Occorre differenziare”
Ma “forse dobbiamo rivedere qualche modello”, adattandolo a un contesto economico e geopolitico profondamente cambiato. La transizione è una operazione più complessa di quello che si dice: “Non si tratta solo di fare l’impanto”, ci sono tutta una serie di altri costi. “Anche sull’energia bisogna differenziare”, senza escludere il nucleare. In caso contrario, l’avvertimento è netto: la transizione rischia di rallentare “non per limiti tecnologici, ma per la perdita di consenso tra cittadini e imprese” schiacciati dai costi.
In questo quadro si inserisce anche il ruolo dei venditori di energia, che operano a contatto diretto con famiglie e imprese. Ogni giorno si trovano ad assorbire una parte significativa dei rischi del sistema, pur venendo spesso indicati tra i principali beneficiari dell’aumento dei prezzi. Le imprese di Arte si sentono “demonizzate”.
“E non è giusto Lo spread che applichiamo, che l’energia sia 100 o 150, è sempre lo stesso. Peccato che dietro ci sia un sistema di garanzie finanziarie che a noi vengono richieste oggi per domani e che impatta in tempo reale. Quindi non c’è speculazione: c’è un aumento delle garanzie in tempo reale che per noi è un ulteriore costo”.

Pellegrino: “Noi l’anodo sacrificale, serve più equilibrio di filiera”
Il passaggio più rilevante è stato quello sui margini lungo la filiera, illustrati attraverso una tabella con i dati aggregati delle aziende associate ad Arte. Ne emerge un Ebitda complessivo pari a circa 669 milioni su oltre 12 miliardi di fatturato, con un’incidenza intorno al 5,5%.
“Non voglio fare polemica sugli Ebitda degli altri”, ha precisato Pellegrino. Il punto non tanto è il confronto tra operatori, ma la distribuzione del rischio. Chi opera nella vendita si trova a sostenere una quota rilevante delle esposizioni del sistema: dalla morosità dei clienti agli obblighi di pagamento verso gli altri soggetti della filiera, fino ai costi legati a conguagli e inefficienze. Anche a fronte di margini contenuti, il venditore finale finisce così per svolgere una funzione di equilibrio.
“Noi siamo l’anodo sacrificale di questo settore – ha aggiunto Pellegrino, da ex ufficiale di Marina usando una metafora – , quella placca di zinco che si attacca al motore e viene consumata dalle correnti galvaniche per proteggere tutto il resto. Senza di noi il sistema avrebbe grossi problemi, ma noi veniamo consumati giorno dopo giorno. Il nostro è un appello accorato, perché noi ci siamo, siamo partner della transizione, siamo parte della comunicazione e dell’informazione sul mercato. Abbiamo bisogno di un grande equilibrio di filiera, noi speriamo veramente in questo“.



Nicola Dell’Acqua (Arera)”. A giorni un tavolo di incontro con le associazioni”
Chiamato sul palco, il presidente di Arera Nicola Dell’Acqua ha risposto all’appello del presidente Marco Poggi D’Angelo, annunciando la convocazione di tavoli di confronto con le associazioni di settore: “Abbiamo deciso di convocare tavoli di confronto con le associazioni, perché il dialogo con gli operatori deve diventare più continuo e strutturato. In una fase così delicata è fondamentale confrontarsi, per trovare soluzioni che tengano insieme regole chiare, funzionamento del mercato e tutela dei clienti finali”.

Le due tavole rotonde, moderate dal giornalista Nicola Porro, hanno portato il dibattito sul piano politico e su quello degli scenari globali. Alla prima, dedicata alla competizione energetica tra politiche nazionali e contesto internazionale, hanno partecipato Luca Squeri, Riccardo Zucconi, Giuseppe Zollino, Silvia Fregolent, Alberto Gusmeroli, Alberto Pandolfo ed Enrico Cappelletti. La seconda, focalizzata sugli scenari geopolitici e sul futuro dell’approvvigionamento energetico, ha visto gli interventi di Simona Benedettini, Massimo Nicolazzi, Andrea Paltrinieri, Sergio Giraldo e Carlo Stagnaro.



Arte e solidarietà: donati 20 mila euro all’Ospedale Bambino Gesù
Nel corso della giornata c’è stato spazio anche per un momento dedicato all’Ospedale Bambino Gesù, con una donazione di 20mila euro da parte dell’associazione. Il presidente della Fondazione, Tiziano Onesti, ha ringraziato l’associazione per il contributo ricevuto e ha poi ricordato il ruolo dell’ospedale: “Il Bambino Gesù è un ospedale che si muove su tanti campi: clinica, ricerca, assistenza e accoglienza. Accogliamo bambini da tutto il mondo e cerchiamo di non lasciare mai sole le famiglie, perché la solitudine è una delle cose più difficili quando si affronta la malattia”.






L’intervento del ministro Gilberto Pichetto Fratin e il selfie sul palco
A chiudere la mattinata è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha riportato il discorso su un piano più ampio, legato alla struttura del sistema energetico italiano. “Siamo un Paese che compra all’estero l’80% dell’energia”, ha ricordato, sottolineando la forte dipendenza e la necessità di rafforzare la produzione nazionale.
Nel suo intervento ha richiamato il ruolo delle rinnovabili, quello del gas come elemento di equilibrio e la prospettiva del nucleare nel medio periodo, in un contesto in cui la domanda elettrica è destinata a crescere. “Siamo in una fase in cui bisogna mettere insieme sicurezza, sostenibilità e competitività”, ha aggiunto, indicando la necessità di tenere insieme i diversi pilastri del sistema energetico. Selfie finale sul palco tra il ministro Gilberto Pichetto Fratin e il portavoce di Arte Diego Pellegrino, con alle spalle i circa 200 soci dell’associazione. “Evviva gli artisti!”, ha chiuso Pellegrino salutando tutti.
A margine dell’assemblea, Arte ha diffuso un comunicato in cui chiede con urgenza “interventi strutturali che superino la logica dei bonus temporanei”, puntando su una “semplificazione normativa che permetta agli operatori di trasferire efficienza ai consumatori finali”. L’associazione avverte inoltre che, con prezzi dell’energia tra i più alti a livello globale, la transizione rischia di trasformarsi in un “onere insostenibile” per famiglie e imprese.
